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Cibo della Grande Guerra

MANGIARE IN TRINCEA

Un esercito marcia sul suo stomaco”: questa affermazione, attribuita a Napoleone Bonaparte, dimostra quanto gli fosse chiara l’importanza dell’alimentazione dei soldati per le sorti di un confronto armato, al pari del loro addestramento ed equipaggiamento. La correttezza del suo pensiero venne provata, tra l’altro, nel corso del primo conflitto mondiale: scopriamo dunque quale fu il cibo della grande guerra.

The First World War: a new kind of war.

La Prima Guerra Mondiale: un pò di storia.

La Prima Guerra Mondiale iniziò il 28 luglio del 1914. La miccia che portò all’esplosione del conflitto fu un attentato nella città di Sarajevo: un tragico evento in cui persero la vita l’Arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo e la moglie. L’Impero Austro Ungarico, ritenendo il Regno di Serbia responsabile di quanto accaduto, diede il via alle ostilità. Il periodo d’oro del continente Europeo, la cosiddetta ‘Bella Epoque’, dovette cedere il passo a uno scontro dalle proporzioni inedite. Non è quindi un caso che sia ricordato come la ‘Grande Guerra’.

Gli schieramenti.
Al pari di un’esplosione a catena, un complesso sistema di alleanze coinvolse progressivamente un gran numero di Stati. Si formarono due schieramenti:

  • Gli Imperi Centrali: l’Impero Tedesco, l’Impero Austro-Ungarico, il Regno di Bulgaria, l’Impero Ottomano;
  • Le Nazioni Alleate (la cosiddetta ‘Intesa’): la Francia, l’Impero Britannico, l’Impero Russo, il Regno di Serbia. A questi in un secondo momento si aggiunsero l’Impero del Giappone, il Regno d’Italia, il Regno di Romania, gli Stati Uniti e il Regno di Grecia;

Le cause.
L’attentato di Sarajevo, come già anticipato, fu solo l’evento scatenante, il culmine di una situazione ben più complessa che negli anni si aggravò fino a raggiungere il punto di rottura. Le vere cause della guerra furono altre. Tra queste è importante ricordare:

  • Il desiderio da parte di una Germania fortemente militarista di affermare la sua posizione di forza nell’assetto internazionale;
  • Il tentativo dei regimi autoritari di imbrigliare le istanze di matrice socialista che iniziavano a minacciare il loro potere;

Una guerra di posizione.
Un rapido attacco sferrato dall’esercito tedesco nella zona dei Paesi Bassi e nel nord della Francia, sembrò poter decidere le sorti del conflitto a pochi mesi dal suo inizio.
Gli Imperi Centrali fecero di tutto per ottenere una rapida vittoria, consapevoli delle molteplici incognite legate a uno sforzo bellico prolungato. Le loro speranze si infransero a causa della strenua resistenza opposta dalle truppe francesi. In seguito alla Battaglia della Marna l’avanzata si arrestò e i soldati dovettero attestarsi su un fronte lunghissimo: una sanguinosa ed estenuante guerra di logoramento era appena iniziata.

La scarsità di risorse alimentari.

I campi vennero devastati dalla furia dei combattimenti o abbandonati dagli uomini perchè chiamati in prima linea. Ciò provocò una notevole riduzione della produzione agricola. La conseguente carenza di cibo, fu ulteriormente aggravata da blocchi navali ed attacchi sottomarini che miravano a impedire qualsiasi tentativo di approvvigionamento. Gli Imperi Centrali si trovarono in grave difficoltà, ancor più delle Nazioni Alleate. Le scarse risorse a disposizione erano in gran parte destinate a sostenere l’esercito. Nelle città la gente iniziò a morire di fame: la malnutrizione causò migliaia di vittime tra la popolazione, innescando numerose rivolte.

Gli Stati Uniti entrano in guerra.
E’ importante evidenziare il fatto che l’esercito tedesco e quello austriaco si trovarono ad affrontare un nemico che invece di indebolirsi si rafforzava giorno dopo giorno. L’ingresso degli Stati Uniti nel conflitto segnò la svolta definitiva: il gran numero di truppe fresche e l’enorme quantità di rifornimenti che furono riversati sullo scacchiere bellico, portarono alla definitiva sconfitta degli Imperi Centrali.

Cibo della Grande Guerra: le razioni delle fazioni in guerra.

Come e cosa mangiavano i soldati delle fazioni impegnate nella Grande Guerra? Scopriamolo in quest’articolo LINK.

Sir Winston Churchill writes home.

Cibo della Grande Guerra: Sir Winston Churchill scrive a casa.

Forse non tutti sanno che Sir Winston Churchill, l’uomo politico inglese che forse più di ogni altro contribuì alla sconfitta di Adolf Hitler nella Seconda Guerra Mondiale, partecipò anche alla prima, in qualità di ufficiale comandante del sesto battaglione dei Royal Scots Fusiliers.

Mentre era impegnato al fronte scrisse numerose lettere alla moglie: testi interessanti non solo perchè ci rivelano il lato umano del famoso statista, ma anche perchè evidenziano la consuetudine di soldati ed ufficiali nel richiedere alle proprie famiglie l’invio di generi alimentari per integrare le scarse razioni militari.
A seguire. la traduzione di parte di una di queste lettere:

“… per quanto riguarda il cibo, vado a elencarti ciò che desidero tu mi invii: confezioni grandi di carne in scatola, formaggio Stilton, burro, prosciutto, sardine, frutta secca. Potresti provare a spedirmi una grossa torta di manzo, ma per cortesia evita il pollo in scatola o altre stranezze. I cibi più semplici sono i migliori e i più appetitosi. Considera che qui la nostra razione di carne è dura e priva di sapore, oltretutto non possiamo usare il fuoco quando fa buio. Temo che le mie necessità possano essere per te troppo costose. Ricordati di addebitarmi queste spese tenendole separate da quelle che sostieni per la casa … ”.

Cibo della Grande Guerra: gallette nelle tasche dei soldati.

Cibo della Grande Guerra: gallette nelle tasche dei soldati.

La galletta è un tipo di biscotto incredibilmente semplice: viene infatti preparata solo con acqua e farina, qualche volta è aggiunto del sale (*1). Si tratta di una preparazione dalle origini antichissime: pare che fosse già nota sia agli Egizi che ai Romani, questi ultimi la chiamavano ‘buccellum’.

Il suo successo è da sempre legato alla lunga conservazione: se tenuta lontana da acqua e umidità, può durare per molti anni. Grazie a questa caratteristica fa da sempre parte delle razioni di soldati e marinai.
I francesi la chiamano ‘galet’ (‘ciottolo’, piccola pietra), gli inglesi ‘hard tack’, i tedeschi ‘schiffszwieback’.

Nota:
*1: Non viene utilizzato lievito.

The ‘Great War’: a new kind of conflict.

Grande Guerra: un nuovo tipo di guerra.

Per poter comprendere quanto l’alimentazione dei soldati incise sull’andamento della Grande Guerra, occorre capire fin da subito in cosa questo conflitto si differenziò dai precedenti. Le ostilità scoppiarono nel 1914, coinvolgendo, una dopo l’altra, un gran numero di nazioni. L’ideale quasi romantico, retaggio del periodo napoleonico, di eserciti che si confrontano in modo onorevole, svanì immediatamente. Nel momento stesso in cui la prima carica di cavalleria pesante, fino ad allora considerata l’arma più potente, fu annientata dai proiettili delle mitragliatrici, si capì che qualcosa era definitivamente cambiato e occorreva ripensare al modo in cui combattere. Dopo pochi attacchi i fronti contrapposti si stabilizzarono, rimanendo sostanzialmente bloccati.

 

Le truppe, all’affannosa ricerca di protezione dalle nuove armi, si rifugiarono all’interno delle trincee: lunghe e profonde buche nel terreno, scavate sui margini delle opposte linee di combattimento. Un mostruoso serpentone che spaccò l’intera Europa, da nord a sud.

World War I food: soldiers.
World War I food: the ‘Erbswurst’.

Cibo della Grande Guerra: l’erbswurst, molto più di una comune salsiccia.

Prima che iniziasse la Grande Guerra, gli alti comandi tedeschi cercarono uno strumento che permettesse di nutrire le truppe, garantendo loro la massima mobilità.

Una caratteristica indispensabile, considerata la velocità che i generali volevano imprimere al conflitto. Il cosiddetto ‘Erbswurst’ si dimostrò più che adatto a soddisfare questa esigenza.
Si trattava di una sorta di ‘salsiccia’, contenente un impasto di pancetta essiccata e polvere di piselli. Poteva essere tagliata e reidratata in acqua calda, preparando in pochi minuti una zuppa nutriente e saporita. Il suo inventore fu Heinrich Grueneberg che nel 1899 vendette il brevetto alla famosa azienda Knorr.
L’Erbswurst è prodotto ancora oggi.

World War I food: the huge importance of food during the Great War.

L’importanza fondamentale del cibo nel corso della Grande Guerra.

I comandanti degli schieramenti coinvolti nel conflitto pensavano che la permanenza delle truppe nelle trincee sarebbe stata breve: si sbagliavano. I soldati furono costretti al loro interno per lunghi anni, morendo come mosche nel corso dei numerosi assalti alle postazioni nemiche: azioni tanto sanguinose quanto inutili. Quello che nelle intenzioni dei generali doveva essere un confronto di breve durata, in grado di assicurare rapide e trionfali vittorie, si trasformò nell’incubo di qualsiasi combattente: una lunga ed estenuante guerra di logoramento. Fu quindi chiara la necessità di realizzare un sistema in grado di provvedere con costanza ed efficacia al sostentamento di un gran numero di uomini.

Almeno inizialmente, il cibo veniva preparato in cucine situate nelle retrovie, luoghi a volte molto distanti dall’interminabile linea di fronte: sebbene si cercasse di ottimizzarne il trasporto, era inevitabile che dopo un viaggio lungo e difficoltoso il rancio arrivasse a destinazione in condizioni terribili.
La quantità e la qualità delle razioni, aspetti inizialmente sottovalutati, si rivelarono invece di fondamentale importanza nel quadro complessivo dello sforzo bellico: fattori in grado di incidere sul morale e sul rendimento dei soldati, influenzando in modo decisivo la loro stessa efficacia in combattimento.

 

Divenne chiaro che la fazione in grado di nutrire al meglio le proprie truppe, nel lungo periodo avrebbe finito col vincere la guerra.

 

L’alimentazione acquisì perciò un ruolo fondamentale: si trattava di una vera e propria arma, forse addirittura la più efficace. Non a caso entrambi gli schieramenti utilizzarono le proprie marine militari per strozzare la capacità nemica di rifornirsi.

World War I food: ‘the use of alcohol in the trenches.

Cibo della Grande Guerra: il consumo dell’alcohol in prima linea.

Nel corso della Grande Guerra, in generale l’uso di sostanze alcoliche in prima linea non era tollerato (almeno ufficialmente).

Va comunque detto che in determinati frangenti alcune eccezioni erano ammesse: ad esempio capitava abbastanza spesso che, prima di un assalto, della grappa fosse distribuita ai soldati italiani per infondere loro coraggio.

The songs of the Great War.

Le canzoni della Grande Guerra.

Alcune tra le canzoni più famose al tempo della Prima Guerra Mondiale rappresentano sicuramente l’accompagnamento ideale alla lettura di quest’articolo:

World War I food: the great use of tin cans.

Cibo della Grande Guerra: le ‘scatolette’.

Fin dall’inizio della Grande Guerra, fu ben chiara la difficoltà nel rifornire di cibo le truppe schierate sulla interminabile linea del fronte. Agli evidenti problemi logistici, si assommavano i frequenti attacchi del nemico.
In una situazione del genere, caratterizzata da una estrema precarietà, era comunque necessario nutrire con costanza gli uomini, in modo tale che, se non alle pallottole, quantomeno sopravvivessero ai morsi della fame.

Il cibo in scatola si dimostrò lo strumento più valido per assicurare una certa continuità nell’alimentazione dei soldati.

Le ‘scatolette’ vennero utilizzate per conservare una vasta gamma di generi di prima necessità: dalla carne al pesce, ma anche burro, zuppe, prosciutto etc. Il loro rivestimento metallico e la chiusura ermetica, oltre a garantire la lunga conservazione, proteggevano dall’estrema sporcizia dell’ambiente e dall’avvelenamento causato dai gas letali. Grazie a queste caratteristiche, rappresentarono spesso l’ultima risorsa disponibile (*1): non a caso in genere se ne poteva fare uso solo previa autorizzazione di un ufficiale.

Gli eserciti di entrambe le fazioni, durante gli anni del conflitto, ne consumarono milioni: ancora oggi, dopo più di un secolo, se ne possono trovare resti arruginiti disseminati sui vecchi campi di battaglia.

 

*1: Ogni soldato, almeno in teoria, doveva portare con se un certo numero di scatolette. In situazioni di particolare pericolo, dal cibo contenuto in esse poteva dipendere la sua stessa sopravvivenza.

World War I food: hungry soldiers raid the enemy’s depots.

Cibo della Grande Guerra: soldati affamati razziano i depositi avversari.

Nel Marzo del 1918 un gran numero di truppe tedesche, approfittando dell’uscita della Russia dalla guerra, si riversarono ad occidente e sfondarono il fronte presidiato dagli inglesi.

Un’azione che prese il nome di ‘Offensiva di Primavera’: i soldati del Kaiser, spinti dai morsi della fame, razziarono i depositi di cibo britannici, rimanendo sorpresi della quantità di rifornimenti a disposizione del nemico. Alcune testimonianze riferiscono che la famosa carne in scatola ‘bully beef’ venne particolarmente apprezzata.

World War I: living in a trench.

Cibo della Grande Guerra: come si viveva nelle trincee?

Le ‘trincee’, almeno inizialmente, altro non erano che profondi solchi scavati nel terreno lungo la linea del fronte. A una certa distanza da esse, oltre la cosiddetta ‘terra di nessuno’, si sviluppavano le posizioni nemiche.

Durante la Prima Guerra Mondiale, nonostante gli strateghi avessero previsto il contrario, questo fronte rimase inalterato per lunghi periodi di tempo.
Una prolungata situazione di stallo che costrinse a trasformare dei semplici fossati, realizzati per proteggersi dall’artiglieria avversaria, in strutture più articolate, in grado di ospitare migliaia di combattenti.

La trincea più comune era profonda circa un metro e mezzo, il lato che si affacciava sul nemico era coperto per un altro mezzo metro da sacchi di sabbia. Piccole fessure permettevano di spiare i movimenti dell’avversario, restando al riparo dal tiro dei cecchini.
Per molti anni questo luogo diventò la casa di tantissimi soldati: una casa che offriva le peggiori condizioni di vita possibili. Si pativa il freddo durante l’inverno e il caldo d’estate. Quando pioveva, il fango arrivava alle ginocchia. La mancanza di una fogna, ne faceva un luogo sporco e maleodorante. Si era costretti a indossare la stessa divisa per settimane, senza possibilità di lavarsi, circondati da ratti e cadaveri. Si mangiava poco e male. Quasi sempre si moriva di sete.
Una situazione di estrema precarietà, condita dall’incessante terrore di essere colpiti da un proiettile nemico o di non riuscire a sopravvivere al prossimo assalto.

World War I food: Napoleon, Appert and canned food.

Napoleone, Appert e il cibo in scatola.

E’ probabile che le ‘scatolette’ avrebbero fatto molto comodo a Napoleone Bonaparte. A tal proposito è interessante sottolineare che fu proprio lui a gettare le basi della loro invenzione, indicendo un concorso volto a scoprire un nuovo metodo di conservazione del cibo. La gara venne vinta dallo chef francese Nicolas Appert grazie a un procedimento, la ‘appertizzazione’ (*1), che consisteva nel bollire gli alimenti e sigillarli in vasi di vetro (*2).

Qualche anno più tardi un altro francese, l’ingegnere Philippe de Girard (1775-1845), perfezionò la procedura introducendo l’uso dei contenitori di latta. Va detto che sebbene la scoperta di questa tecnica venga spesso attribuita a Peter Durand, in realtà egli fu semplicemente il primo a brevettarla nel Regno Unito (*3). In seguito l’azienda inglese Donkin and Hall pagò mille sterline a Duran per questo brevetto e in breve tempo divenne il primo produttore di scatolette al mondo.

*1: La procedura di conservazione scoperta da Appert non aveva basi scientifiche ma solo empiriche. Occorrerà attendere qualche anno e gli studi del biologo francese Louis Pasteur, per raggiungere una spiegazione esauriente del processo di sterilizzazione.
*2: I contenitori di vetro venivano sigillati utilizzando la pece.
*3: Durand brevettò due volte la medesima procedura: la prima volta nel Regno Unito, la seconda negli Stati Uniti. In America la tecnica venne ulteriormente perfezionata, riducendo i tempi necessari alla sua applicazione da alcune ore a pochi minuti.

Cibo della Grande Guerra: le razioni delle fazioni in guerra.

Come e cosa mangiavano i soldati delle fazioni impegnate nella Grande Guerra? Scopriamolo in quest’articolo LINK.

World War I food: trench.

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